tecnica & approfondimenti

Questo è il secondo parametro che dovete impostare per scattare con consapevolezza le vostre foto. Prima di tutto cerchiamo di capire cosa si intende per “apertura del diaframma”. Il diaframma è una struttura formata da un certo numero di lamelle che si trova all’interno dell’obiettivo. A seconda del valore che imposterete queste lamelle si chiuderanno di più o di meno, creando un foro più o meno ampio dal quale potrà passare la luce.

Esempi di come varia l'apertura del diaframmaPrima ancora di parlare della sequenza di valori che l’apertura del diaframma può assumere, c’è da fare una considerazione matematica, sempre la stessa a dire la verità.

I valori del diaframma si sviluppano come una serie di frazioni, frazioni del tipo 1 fratto “valore del diaframma” (a dire la verità non sarebbe esattamente "1 fratto" ma sarebbe lunghezza focale "fratto", da cui deriva la f; ma per semplicità riconduciamoci alla situazione 1 "fratto qualcosa"). Quindi, come abbiamo detto all’inizio valutare le aperture maggiori o minori non è così scontato. Un’apertura di f/2.8 è incredibilmente più grande di un apertura di f/22. Infatti se calcolate il risultato di 1:2.8 otterrete 0,36, se calcolate 1:22 otterrete 0,05 un valore molto più piccolo, che dimostra quello che vi sto dicendo (si può capire anche tramite il disegno a fianco).

E’ un discorso che per chi non ha mai fatto fotografie potrebbe risultare piuttosto ostico, ma tranquilli, nel giro di qualche uscita con la macchina fotografica diventerà tutto assolutamente semplice e naturale. Prendiamo come esempio i due valori di apertura del diaframma che abbiamo detto prima, ossia 2.8 e 22. Con un'apertura di 2.8, in base al discorso appena fatto, il foro del nostro obiettivo sarà molto ampio, e di conseguenza passerà molta luce. Se invece il valore dell’apertura è di 22, il foro sarà molto molto più piccolo, di conseguenza la luce che passerà sarà molto ridotta. Come è facile capire, quindi, scegliere un valore di apertura del diaframma piuttosto che un altro influirà direttamente sulla quantità di luce che raggiungerà il sensore/pellicola della vostra macchina fotografica. I diaframmi si sviluppano secondo una sequenza ben definita, come accade per i tempi:

f/1   f/1,4   f/2   f/2,8   f/4   f/5,6   f/8   f/11   f/16   f/22   f/32   f/45   f/64

Questi valori sono una progressione in cui, come per i tempi, ad ogni “salto” (ad esempio da 2 a 2.8 o da 5.6 a 8) la quantità di luce raddoppia. Nella maggior parte delle macchine fotografiche ci sono una serie di valori intermedi che si possono selezionare e che permettono di aumentare di ½ o di 1/3 la quantità di luce rispetto ai valori qui elencati. Per chiarezza continueremo ad utilizzare solo la sequenza sopra presentata, in cui ogni “salto” raddoppia la quantità di luce.

Ma non finisce qui, scegliere un valore del diaframma piuttosto che un altro, non influisce solo sulla quantità di luce, ma su un altro parametro, molto considerato dai fotografi, la profondità di campo. Cerchiamo di capire passo per passo di cosa si tratta.

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