scatti & backstage

Camerata Cornello è uno di quei luoghi dei quali spesso dimentichiamo l'esistenza (parlo di coloro che abitano in Valle Brembana o comunque in provincia di Bergamo) e che troppo frequentemente restano nella lista dei “luoghi che dovrei visitare, magari un giorno nel quale il tempo non è molto bello”.
Questo paese è un grazioso borgo medioevale che sorge nelle vicinanze delle rive del fiume Brembo, a metà strada tra San Giovanni Bianco e Piazza Brembana.

L'architettura del luogo è una vera e propria macchina del tempo: è impossibile camminare sul selciato e sotto i porticati senza immaginare il suono degli zoccoli dei cavalli dei viandanti o il fruscio delle ampie gonne delle donne di un tempo.

I segni della forte presenza della religione nella vita di tutti i giorni (non solo la chiesa ma varie Madonnine, rosari etc) sono ovunque, mischiati a vari attrezzi agricoli che si trovano sparsi qua e là, quasi a ricordare quali erano i pilastri dell'esistenza umana fino a qualche decennio fa: religione e lavoro. A proposito di lavoro: Camerata Cornello non è famosa solo perché è stata la terra che ha dato i natali a Torquato Tasso (non direttamente, ma in termini di genealogia), ma anche per la vera e propria creazione di un'attività lavorativa completamente nuova: la Posta. Questa realtà con la quale abbamo a che fare praticamente ogni giorno, ha tra i suoi precursori proprio una famiglia, i Tasso, che è nata a Camerata e che da lì ha conquistato gloria ed importanza in mezza Europa.

Parafrasando un famoso spot pubblicitario si potrebbe quasi dire “No Tasso no Posta”. Non voglio entrare troppo nei dettagli di questa affascinante storia (li potete trovare QUI), ma dal finire del Medioevo in poi la famiglia Tasso è stata la scelta di molti importanti poli di potere per il trasporto di documenti, informazioni e piccoli oggetti. Dalla Serenissima Repubblica di Venezia, all'impero Tedesco passando per la Santa Sede.
A sottolineare l'importanza di questa famiglia c'è un'interessante aneddoto sulle origini di una parola di uso comune che trova le sue radici proprio nel nome di questa famiglia, una breve storiella che credo valga la pena raccontare.

I Tasso, spesso si servivano di carrozze per il trasporto delle varie spedizioni e, a volte, sui loro mezzi di trasporto accoglievano anche dei passeggeri. Questo servizio (il trasporto di persone su mezzi privati) è un qualcosa che dovrebbe “suonare” familiare: Taxi non vi dice nulla? Sembra proprio che Taxi non sia altro che una riformulazione del nome dei Tasso (passando per i termini “tassì” e/o “Taxis”, il nome preso da un ramo tedesco della famiglia con le radici a Camerata Cornello).

Passando alle fotografie che vedete su questa pagina, ho scelto il bianco e nero non perché credo sia la scelta giusta (anche perché è uno stile che conosco molto poco), ma perché, in fin dei conti, forse è la più adatta anche se terribilmente ovvia. Il bianco e nero con soggetti (come questo) vecchi o antichi per me è come una cravatta ad un matrimonio. Sai che la indosseranno tutti, ti piacerebbe poter fare l'alternativo cercando una soluzione nuova, per un attimo pensi persino di mettere il papillon... Ma poi capisci che sembreresti solo un pirlone (pagliaccio se devo usare un termine più elegante) ed allora torni alla cravatta.

Metafore a parte, vi suggerisco davvero di dare un'occhiata a questo grazioso borgo se siete nei dintorni della Valle Brembana. Un vero tuffo nel passato!

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