tecnica & approfondimenti

ISO, parola che da sola vuol dire poco. Il valore ISO, nella fotografia, indica la sensibilità del sensore della fotocamera. Ma cosa si intende per sensibilità? Immaginiamo essere in una stanza illuminata solo da una piccola lampadina. La luce disponibile ovviamente è molto poca, quindi la logica dice di usare una tra le aperture maggiori che il nostro obiettivo ci permette (ipotizziamo per ipotesi f/2.8). A questo punto la fotocamera ci suggerisce un tempo di scatto, ad esempio, di 2 secondi.

Come il valore della sensibilità ISO modifica l'esposizione dell'immagineBene, se ripensate a quando abbiamo parlato dei tempi di scatto di sicurezza per evitare il mosso, vi renderete conto che 2 secondi è un tempo assolutamente impraticabile per uno scatto a mano libera, in quanto il mosso è certo. Bene, le possibilità che avrete saranno tre: utilizzare il flash, montare la macchina fotografica su un cavalletto, oppure aumentare la sensibilità ISO. Tralasciamo momentaneamente il discorso del flash e anche la questione del cavalletto (non sempre utilizzabile) e concentriamoci sugli ISO.

Ogni volta che raddoppiamo il valore degli ISO “raddoppiamo la quantità di luce che il sensore è in grado di riconoscere”. Ho messo tutto tra virgolette perché sicuramente come spiegazione è molto poco rigorosa e “tecnica”, ma spero che almeno sia chiara. In altre parole, aumentare gli ISO è come chiedere alla macchina fotografica di spremersi al massimo per cercare di “vedere” in condizione di poca luce. Non tutto è oro quello che luccica. Infatti purtroppo gli ISO hanno un aspetto negativo: quando si aumentano gli ISO la qualità della fotografia tende a diminuire, a causa del rumore digitale. Il rumore digitale si presenta come una granulosità dell'immagine, con punti (pixel) di colore diversi (e sbagliati) rispetto a quelli circostanti.

Qui entra in gioco anche la qualità della fotocamera, fotocamere di qualità permettono di ottenere fotografie pulite anche ad ISO elevati, fotocamere inferiori o più vecchie obbligano a non poter alzare troppo il valore ISO. Come per i diaframmi e per i tempi di scatto anche gli ISO selezionabili si sviluppano in una sequenza ben definita, questa:


100, 200, 400, 800, 1600, 3200, 6400, 12800, 25600, 51200

Come avete capito il valore ISO è il valore di un'entità astratta, se il valore del diaframma sta ad indicare il diametro di un foro, il valore ISO indica solamente un valore matematico cosa che rende un po' più difficile la comprensione. Per semplificare il concetto guardiamone subito l'aspetto pratico: ad ogni passaggio tra un valore e quello successivo, la "capacità di vedere con poca luce" raddoppia (si può notare bene questo effetto nella fotografia in alto, in cui tempo di scatto e diaframma sono costanti, ma cambiano gli ISO). Come per i tempi di scatto e per i valori del diaframma è da sottolineare che la maggior parte delle fotocamere permette di selezionare valori intermedi per una maggiore flessibilità, con incrementi di ½ o di 1/3.

Come detto, aumentare i valori ISO ha come risvolto della medaglia quello di aggiungere rumore alla fotografia. Uno dei parametri che indica la bontà di una macchina fotografia è proprio questo, la capacità di produrre poco rumore anche impostando valori ISO elevati. A proposito di rumore, però, bisogna avere bene chiara una cosa. Se da una parte bisogna sempre cercare di tenere il valore ISO al minimo possibile, dall'altra non bisogna nemmeno aver paura di alzarlo quando necessario. Una fotografia con un po' di rumore è sempre meglio di una mossa, o peggio ancora, di una non scattata! Senza considerare il fatto che poi, davanti al computer è possibile togliere parte del rumore tramiti software appositi. 

Ancora dei dubbi? Scopri di più sugli ISO

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