pensieri & parole

The End

Secondo post nel quale parlo del Cinema/Teatro di Serina, sto diventando monotematico… Come probabilmente qualcuno avrà già saputo, magari rendendosi conto della mancanza di informazioni sulla programmazione per le festività Natalizie, il cinema di Serina, un po’ in sordina, ha chiuso i battenti. Da proiezionista e amante dei film di Tornatore, non posso che pensare alla magnifica “pellicola” (lasciatemi usare, per un’ultima volta questo termine come sinonimo di film) intitolata “Nuovo cinema Paradiso”. Si perché: in fin dei conti, se si esclude il processore Dolby, la tecnologia di proiezione con la quale ho avuto a che fare in cabina è esattamente la stessa. Kilometri e kilometri di pellicola, ingranaggi sferraglianti e una lampada. Tutto sommato, Alfredo e Salvatore (protagonisti del film) si sarebbero trovati perfettamente a loro agio nella “mia” cabina di proiezione.

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Michelangelo e Instagram

Dopo aver letto alcuni post leggermente "fuori dal comune" su Facebook mi sono ritrovato, dopo una serie di pensieri "a cascata" ad immaginare cosa avrebbero scritto sui social network i grandi personaggi del passato. Da Leonardo da Vinci a Napoleone da Michelangelo a Garibaldi.
E' un giochino interessante se ci pensate un attimo e che mi ha convinto ancora di più che, tutto sommato, i social ci rendono un po' tutti meno "attraenti" ed un po' più "pirloni".

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Piccole grandi soddifazioni

Per uno come me che considera il teatro di Serina un po' come la propria "stanza dei giochi", avere la possibilità di appendere nell'atrio di ingresso una mia stampa in grande formato è apparsa fin dall'inizio un grande onore. Per questo e per avermi lasciato piena libertà nella realizzazione, ringrazio don Primo e Jacopo.

Non avendo alcuna esperienza nel campo delle stampe così grandi (fino ad ora mi ero fermato ad un metro di lato lungo), la necessità di coprire una superficie di 4,25 metri di lato all'inizio mi ha un po' spiazzato.

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La grande fregatura della libertà

Entrate in una gelateria: una schiera di 50 gusti si presenta davanti a voi. Nemmeno se un camion di frutta, sciroppi e creme si fosse ribaltato sulla neve davanti a voi vi trovereste con una possibilità di scelta così ampia di gelato. A questo punto se siete come me (appartenenti al gruppo "fantasia mancante"), al momento di ordinare, pur avendo a disposizione una scelta sterminata, sceglierete sempre tra una rosa di 4-5 gusti: panna e cioccolato per intenderci. Se invece siete nel gruppo delle "papille impavide" ogni volta che entretete in una gelateria proverete sempre qualcosa di diverso ed un giorno questa vostra piccola perversione vi porterà a fare accostamenti tipo basilico e noci del madagascar, o wasabi e puffo (per carità, fermatevi prima).

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