scatti & backstage

Eccoci ancora a Marzo, eccoci ancora a San Giovanni Bianco per la festa della Sacra Spina. E' una festa molto famosa nella zona e, per questo, molto frequentata. Per quanto riguarda me è la seconda volta che mi presento a San Giovanni Bianco armato di cavalletto e macchina fotografica con l'intento di fare il "bis" dopo il discreto risultato dell'anno scorso.

Fin da subito mi sono reso conto che quest'anno sarebbe stato più difficile dato che le foto più "ovvie" le avevo già fatte tutte l'anno scorso. Ecco quindi che ho dovuto ripiegare per un numero di foto meno elevato ma più ragionato. Prima di tutto ho rivolto l'attenzione alla zona delle giostre, che avevo saltato completamente l'anno prima per problemi di tempo. Avevo già in mente il tipo di immagini che cercavo: una di "puri colori", nel senso che volevo ritrarre il turbinio di luci e movimenti dati dalle varie attrazioni avvalendomi di tempi di scatto mediamente lunghi, mentre l'altra sarebbe stata un'immagine più contestualizzata, un'immagine che potesse dare l'idea della doppia anima della festa, quella religiosa e quella mondana. Dopo questi primi scatti, realizzati ovviamente con l'ausilio del fedele cavalletto, ho vagato per un po' alla ricerca di un luogo dal quale ritrarre i fuochi, ed è stata dura... L'anno scorso ero lontano dal paese, e questo ha semplificato parecchio il lavoro. Quest'anno, invece, ho deciso di mettermi su "un isolotto" nel fiume Brembo sapendo che questo mi avrebbe fatto litigare parecchio con il mio obiettivo più grandangolare, che ahimè, arriva solo a 18mm. Fortunatamente il rischio è stato ripagato con alcune immagini che ritengo abbastanza interessanti, soprattutto per l'apporto di colori dato dalla superficie riflettente del fiume. Purtroppo non sono stati solo i 18mm dell'obiettivo a rendermi difficile la vita, ma anche un falò acceso davanti a me. Inizialmente credevo che avrebbe dato maggior valore agli scatti (ed in parte è stato così), ma ben presto mi sono reso conto che li stava rovinando a causa della scura colonna di fumo che generava. Fortunatamente l'isolotto mi ha permesso di spostarmi e trovare un punto di scatto più favorevole e così sono riuscito a portare a casa qualcosa. Ovviamente tutti gli scatti dei fuochi artificiali sono stati realizzati con cavalletto e scatto remoto. Una cosa mi ha fatto capire che a livello fotografico sto migliorando: non ho avuto freddo! Una cosa che i manuali di fotografia non dicono mai è che chi scatta fotografie deve coprirsi quando fa freddo, e coprirsi bene, più di quanto potrebbe immaginare! Non sto scherzando, credo sia una "lezione" davvero importante, se avrete freddo vi assicuro che non avrete né la voglia né la lucidità per fare buone fotografie (non che le mie lo siano...)! Buona luce a tutti! :)

 

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