scatti & backstage

Mi chiedo se può esistere qualcosa di più deprimente di essere steso a letto con la febbre e l’influenza mentre fuori piove e c’è la nebbia il 25 di Agosto… Al momento non ho ancora trovato risposta a questa domanda, ma per tirarmi su di morale ho dato una sistematina alle fotografie che ho scattato ieri, durante una passeggiata nei dintorni del passo San Marco (BG).

Una lunga camminata quasi “in tondo” dal Rifugio san Marco, al passo (e al lago) del Verrobbio, alla diga di Pescegallo, al rifugio e al passo di Salmurano e ai laghi di Ponteranica per poi tornare al punto di partenza. Un percorso che si snoda su due sentieri CAI: il 161 e il 101, offrendo panorami davvero fantastici sulle alpi Valtellinesi e sulle prealpi orobiche. L’ormai noto maltempo di questa estate ha dei lati positivi (sembra impossibile, ma è così): porta con sé delle basse temperature e ripulisce l’aria da qualsiasi forma di pulviscolo e/o inquinamento che riducono la visione sulle lunghe distanze. In questo modo, in quei rari giorni di bel tempo basta salire un po’ di quota per ammirare panorami limitati solo dalla distanza e dalla conformazione del terreno. Una cosa del genere sarebbe difficile da ottenere in un’estate “normale”, durante la quale visioni di questo tipo sono possibili solo dopo forti temporali. A proposito di basse temperature, giusto per la cronaca, non avevo un termometro con me, ma posso dire con certezza che in molte zone la temperatura non superava i 10 gradi, e il fatto che in molti luoghi siano ammassati ancora 40-50cm di neve ad altezze che comunque non sono particolarmente elevate (2000m o giù di lì) ed esposte al sole, la dice lunga su quanto il caldo sia il grande latitante di questa stagione. Tornando al percorso che ho seguito, lo consiglio a tutti coloro che hanno voglia di camminare (si perché, dopotutto, il percorso è di circa 15km con un migliaio di metri di dislivello in salita) e di godersi panorami davvero suggestivi, dalle vedute sulle alpi innevate ai riflessi delle cime sulle limpide acque dei laghi, ai vari animali che è possibile vedere lungo il percorso. Tra l’altro il sentiero si incrocia in un paio di punti con una trincea della prima guerra mondiale, la “Linea Cadorna”. Vedere questi tracciati durante una bella giornata come questa può non risultare particolarmente impressionante, ma le cose cambiano subito nel momento in cui si pensa alla possibile vita in luoghi come quelli durante il corso dell’anno, di giorno e di notte in condizioni metereologiche di ogni tipo. Davvero, credo che qualsiasi sforzo per tentare di immaginare cosa provavano i militari in quei luoghi sia inutile, solo chi ha vissuto certe cose può capirle. A proposito di storia... La linea Cadorna non è l'unica cosa che parla del passato: la zona è percorsa sia dalla Via Mercatorum che dalla via Priula. Per capire a fondo il valore di questi percorsi è sufficiente andare a Bergamo e guardarsi in giro: le imponenti mura venete trovano come motivazione profonda di esistere proprio quella di difendere i percorsi di collegamento verso Nord, verso l'Europa. Era quella l’importanza strategica di Bergamo, era quello il motivo per cui i veneti si erano spinti fino a qui. Ma è un sito di immagini, non di storia... Vi lascio quindi con qualche scatto della giornata!

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