scatti & backstage

Cosa ci fanno due persone, una sedia, una cornice vuota e un ombrello in mezzo ad un prato in una sera di metà Maggio? Questo che potrebbe essere l’inizio di una barzelletta in realtà è una domanda alla quale ieri più di una persona ha cercato di dare una risposta. Qualcuno ha azzardato un’idea tipo: “stanno facendo un calendario”, qualcun’altro: “stanno effettuando delle rilevazioni del terreno”. Niente di tutto questo, ovviamente.

Nel tentativo di copiare spudoratamente uno degli scatti di Laurent Laveder, in questa tiepida serata primaverile ho caricato in auto nell’ordine:

  • l’attrezzatura fotografica
  • una sedia
  • una cornice vuota
  • mia sorella

Una volta caricato il tutto, la destinazione è stata la frazione di Corone, luogo che si presta particolarmente ad un tipo di scatto come questo.

Può essere che non abbiate mai sentito il nome “Laurent Laveder”, ma è molto meno probabile che non abbiate mai visto almeno qualcuno dei suoi magnifici scatti (vi suggerisco quindi di dare subito un'occhiata). Il concetto che sta dietro le sue immagini è molto semplice: realizzare fotografie nelle quali i soggetti interagiscono con la Luna trasformandola in vari oggetti giocando con la prospettiva. Il nostro satellite può quindi diventare un pallone, una pianta da potare, un lampione, un palloncino o mille altre cose.

Un po’ meno semplice è la realizzazione di queste immagini dato che innanzitutto i momenti durante l’anno nel quale si possono realizzare questi scatti non sono molti (soprattutto qui in montagna) e poi perché per ottenere prospettive di questo tipo è necessario utilizzare teleobiettivi molto spinti.

Il primo problema che ho dovuto cercare di risolvere è stato proprio questo: il mio obiettivo più lungo è da 200mm, mentre fotografie di questo tipo richiedono focali nell’ordine dei 400mm. Usando carta e simulatore di focali ho pensato di agire in questo modo: allontanarmi molto dal soggetto e ritagliare in maniera netta il risultato finale. Secondo le mie previsioni una distanza di circa 50 metri avrebbe potuto restituirmi uno scatto con una prospettiva abbastanza buona ed una risoluzione non troppo bassa.

Per quanto riguarda il momento dello scatto invece, bisogna mettere insieme una serie di eventi che devono verificarsi nello stesso istante. Prima di tutto, ovviamente, serve la Luna piena (o quasi), poi serve che la Luna sorga in un momento nel quale la luce del Sole non sia ancora completamente sparita per evitare che la scena acquisisca una gamma dinamica troppo estesa (si contrapporrebbero una Luna molto luminosa ed un’ambiente praticamente buio). A questo si deve aggiungere una terza condizione: la Luna deve sorgere in un luogo che sia pratico da fotografare (ossia un luogo dove ci sono spazi sufficientemente ampi e orientati nella giusta direzione). L'unione di queste tre condizioni riduce di moltissimo le possibilità di realizzare uno scatto come questo in montagna, limitando notevolmente sia i tempi che la possibilità di scelta degli spazi.

Calcolato tutto questo il risultato è stato: Corone ore 20.30 circa del 12 Maggio. Tutto perfetto, tranne un piccolo e disastroso dettaglio. Le nuvole!!! Per un’ora e mezza abbiamo aspettato e aspettato ancora nella speranza che il cielo si aprisse, attirando anche l’attenzione di alcuni passanti incuriositi. Ma niente, la Luna non si è vista.

Alla luce di tutto questo è giunto il momento di rispondere ad una domanda alla quale probabilmente vi siete già risposti da soli leggendo: si, questa fotografia è un falso, la Luna è stata aggiunta in Photoshop:) Mi spiego meglio... Tutta la fotografia è vera: mia sorella è vera, l’erba è vera e anche la cornice è vera. Tutto questo faceva parte di uno scatto di prova che avevamo realizzato in attesa della Luna, che però, ahimè, non è arrivata. Se la Luna non fosse stata nascosta dalle nuvole il risultato sarebbe stato simile, o meglio, abbastanza simile. Qualora lo scatto fosse stato totalmente “reale” la Luna sarebbe stata più luminosa e difficilmente la mia Pentax avrebbe retto alla gamma dinamica della scena a tal punto da mostrare in maniera così netta i crateri della Luna (a meno di ricorrere all’HDR).

Ma già che sono stato obbligato dal meteo a “barare” con Photoshop, ho barato fino in fondo realizzando una fotografia che privilegia il piacere visivo rispetto al fotorealismo... Se sono fortunato qualcuno ci casca... Quanto a voi, mi raccomando, acqua in bocca! Shhhhh!


PS: un ringraziamento particolare alla pazienza di mia sorella:)

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