scatti & backstage

Non è la prima volta che fotografo una rosa, ma probabilmente questa è quella più bella che mi sia mai capitato di fotografare.

In questa calda serata di Luglio, il caldo sembra aver risparmiato una rosa del giardino e visto che ormai è sera ed il sole è quasi tramontato, credo che risparmierà anche me: dovrei riuscire a non sentirmi in forno mentre scatto questa fotografia.

 

Prendo il cavalletto, mi posiziono in linea con il fiore, come a volerlo fissare con l'obiettivo, ma mi rendo conto che pur avendo un teleobiettivo che pretende di essere anche un macro, la distanza minima di messa a fuoco non è sufficiente. Si accende una lampadina: allontano la fotocamera dalla rosa, pur mantenendola in asse, utilizzando tre sedie su cui andrò a poggiare le tre gambe del cavalletto: anche oggi con il problem solving ho dato.

Scavalcato questo problema non resta molto da fare: cerco di sfruttare l'ultimo raggio di sole che colpisce la rosa da dietro per fare in modo che i colori s'infiammino, aiutati anche da un colpetto di flash da sinistra per sottolineare ulteriormente i colori, le forme e le texture. Faccio una fatica tremenda con la messa a fuoco: così da vicino e con una focale così lunga la profondità di campo dev'essere di pochi millimetri. Attendo un secondo in cui la brezza della sera si ferma. Metto a fuoco, scatto: passano i due secondi dell'autoscatto per essere sicuro che il cavalletto smetta di vibrare. Click!

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