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Backstage

Realizzare questa fotografia è un'operazione meno ovvia di quanto si potrebbe pensare. La sfida principale è quella di fare in modo che le linee orizzontali siano veramente riprodotte come linee orizzontali così come per le verticali. Quando si scatta una fotografia sono molti i fattori che vanno a distorcere sia la forma che la prospettiva. Innanzitutto la lunghezza focale spesso deforma le linee che da diritte diventano curve (abbiamo tutti in mente le fotografie fatte con obiettivi grandangolari spinti e/o fisheye che fanno diventare i volti quasi delle caricature). In secondo luogo la posizione dalla quale si scatta influisce direttamente sulla verticalità/orizzontalità delle linee.

Per cercare di limitare il più possibile questi problemi, ho innanzitutto scelto un obiettivo piuttosto spinto in termini di lunghezza focale (circa 117mm su pieno formato) in modo da ridurre il più possibile le distorsioni (comunque corrette in postproduzione) e contemporaneamente ottenere una buona quantità di dettagli. Questo mi ha però obbligato a scattare un grande numero di immagini per poter ritrarre interamente il polittico e le aree circostanti: in totale 25 scatti.

 

Potrebbe sembrare un'assurdità scattare così tante immagini per poterne ottenere una sola, ma in questi numeri c'è il trucco per fare in modo che le linee verticali lo siano veramente. In teoria per evitare che ci siano linee cadenti (ossia linee che dovrebbero essere verticali ma non lo sono) le soluzioni geometricamente corrette sarebbero due: utilizzare un obiettivo decentrabile (decisamente fuori budget) oppure fare in modo di fotografare da una posizione che sia perfettamente in asse con l'opera. Questa seconda opzione però mi avrebbe obbligato ad arrampicarmi su una scala per fare in modo che la mia macchina fotografica risultasse esattamente all'altezza del centro del polittico... Troppo complicato a livello logistico. Ecco allora che ho optato per il «piano C» ossia correggere il difetto al computer. Per fare questo mi serviva un'immagine di partenza che oltre al polittico contenesse una grande parte della parete attorno, in modo da poter raddrizzare e tagliare in postproduzione. Il risultato sicuramente non è perfetto, ma nemmeno troppo "storto".

Per l'illuminazione invece mi sono affidato alle nuvole, mi spiego: la luce del Sole, filtrata dalle nuvole, offre un'illuminazione ideale per scene di questo tipo. Una luce molto morbida senza punti troppo chiari e senza ombre nette. Il fatto che la luce (essendo in una chiesa) debba passare attraverso delle finestre ha limitato un pochino gli effetti positivi delle nuvole, ma nulla che non si possa «riparare» in postproduzione.

 

PS: come dicevo, l'immagine è il risultato della fusione di 25 scatti. Calcolatrice alla mano, considerato che la mia Pentax K5-II restituisce files da 16 Megapixel, complessivamente sono partito con circa 400 milioni di pixel tra le mani: un numero decisamente fuori dalla portata del mio normalissimo PC. Ho dovuto quindi riscalare ogni singola immagine ed al termine delle operazioni di ritaglio e raddrizzamento il file è risultato di poco più di 51 megapixel. Con una maggiore dose di coraggio e di pazienza probabilmente i 4GB di RAM del mio PC avrebbero potuto permettermi di osare di più, ma non avevo voglia di aspettare minuti per ogni leggera modifica. Per poter apprezzare i dettagli di questa magnifica opera, vi lascio alla versione in piena risoluzione che potete trovare cliccando sul pulsante qui sotto.

 

 E' ovviamente un file di un certo peso, quindi portate pazienza durante il download.

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