scatti & backstage

L'occasione di tornare a vedere un'alba in alta quota dopo tanto tempo mi stuzzicava da un po', ma la poca voglia di mettere la sveglia ad orari improbabili è sempre un grosso deterrente. Aggiungiamo questo al fatto di essere consapevole di avere ultimanente un ginocchio "sifulì" (bergamasco per "non particolarmente buono") e il mix è pronto: sonno profondo fino ad orari ben lontani da quelli dell'alba estiva.

L'Arera, come avevo già scritto in un altro articolo si presta piuttosto bene ad essere un "balcone" dal quale osservare l'alba sulla Valle Serina, Brembana, Seriana e varie altre. La sua altezza abbastanza elevata (2512m) e la sua relativa distanza dalle altre grandi cime le permette di avere una vista mozzafiato a 360 gradi. Anche il sentiero di salita è abbastanza adatto ad un'avventura di questo tipo (soprattutto se lo si percorre in una notte con la Luna), offrendo passaggi tecnici/esposti solo vicino alla cima. Di conseguenza con un minimo di pianificazione è possibile affrontare questi passaggi con le prime luci dell'alba in completa sicurezza pur avendo tutto il tempo per raggiungere la cima in tempo per godersi l'alba vera e propria. Da non dimenticare il Rifugio Capanna 2000 che può essere un'ottimo "campo base avanzato" per non dover affrontare sveglie ad orari impossibili.

Fotograficamente parlando è difficile trovare una luce più bella di quella dell'alba e quando essa incendia un panorama già di per sé magnifico il risultato è una vista talmente bella da essere difficile da fotografare. Per quanto può sembrare assurdo è proprio così: c'è il rischio di non riuscire più a distinguere le inquadrature e gli angoli migliori, cominciando a scattare "a caso" in tutte le direzioni. In questi casi (a patto di avere tempo) la cosa migliore è fermarsi un attimo, posare la fotocamera e contemplare semplicemente quello che si ha davanti agli occhi, in modo da riuscire ad isolare gli scorci più significativi. Non credo di essere riuscito a fare questo, la vista mi ha letteralmente "rapito", ma comunque sia questi sono i risultati.

Un grazie ai "compagni di cordata" ed un mezzo grazie anche al ginocchio che, anche se con un po' di dolorini, mi ha permesso di arrivare in cima e tornare :)

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