scatti & backstage

Fotografare l'autunno può essere molto semplice e molto difficile nello stesso tempo. Semplice perché più che in ogni altra stagione i colori intorno a noi si moltiplicano rendendo affascinanti luoghi che magari nel resto dell'anno non notiamo, difficile proprio perché essendo una situazione così favorevole ad essere fotografata, si è già visto quasi tutto e per svariate volte, quindi cadere nell'ovvio, nel cliché, è facile come bere un bicchier d'acqua. Nel cercare di mettere in equilibrio l'aspetto facile e quello difficile delle fotografie d'autunno, ho fatto un gran casino e (inconsciamente) nella ricerca di fotografie non-ovvie, non ho fotografato nemmeno l'autunno. So che sembra un gioco di parole scritto male, ma è così, ed è il motivo per il quale questi scatto, che doveva avere un sapore autunnale, per come appare potrebbe essere stato realizzato a ferragosto.

 

L’immagine è stata realizzata a Passoni (frazione di Cornalba - BG), nel piccolo corso d’acqua che scorre a poca distanza dalle poche case presenti e che va ad immettersi nel fiume Serina attraverso l’affascinante cascata delle tre tazze. Appena ho visto la luce del tardo pomeriggio che filtrava tra i rami degli alberi ho capito che lì, nascosta da qualche parte, c’era una fotografia.

Il problema fondamentale in una situazione come questa ovviamente è la gamma dinamica molto estesa, dato che si va dalle ombre profonde dei sassi del fiume alla luce del sole che arriva diretta sui tronchi degli alberi, quindi ho optato per un HDR. L’effetto “seta” dell’acqua è ottenuto tramite un tempo di scatto di 0,5 secondi (lo scatto più lungo dei tre dell’HDR) permesso dal valore ISO minimo disponibile sulla mia fotocamera (ISO 100) e coadiuvato dal polarizzatore che ho utilizzato per ridurre i riflessi e saturare i colori della natura.

Simpatiche capre nel bosco autunnale di PassoniDavanti al computer ho ovviamente fuso i tre scatti che ho realizzato e ho effettuato alcune regolazioni globali e locali cercando di ottenere un risultato che fosse il più possibile fotorealistico e simile a ciò che avevo visto con i miei occhi, compresa la dominante giallastra della luce del Sole autunnale che si avvicina al tramonto.

Per quanto riguarda questa seconda fotografia, beh… Mi sto ancora mangiando le mani dato che la considero una bella fotografia persa. La fretta di ritrarre queste simpatiche caprette praticamente in posa e in un luogo perfetto mi ha fatto improvvisare f/4.5 e 160mm: un’accoppiata che presenta la piacevole sfocatura dello sfondo che cercavo ma che va a sfuocare anche il musetto del piccolo a sinistra. Ho cercato di recuperare l’errore in postproduzione con una maschera di contrasto ma purtroppo l’errore resta. Anche il terzo animale che si nota dietro risulta un po’ fastidioso, ma la simpatia del soggetto principale di questo scatto mi ha praticamente obbligato a pubblicare questa fotografia. Probabilmente Sgarbi mi direbbe: CAPRA! CAPRA! CAPRA!

 

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