scatti & backstage

Esistono certi oggetti che per le loro forme, per le loro linee, apprezziamo istintivamente. Osserviamo una Ferrari 458 e rimaniamo affascinati dalla linea dell'auto: l'anteriore aggressivo, il profilo sinuoso, il posteriore ben delineato. Questa linea suscita subito un senso di piacere visivo nell'osservatore e questo non tanto perché si trova davanti ad un'auto costosa e performante, ma proprio per una questione di linee, di design. Ed è proprio il design che mi ha fatto decidere di scattare e pubblicare questa fotografia. E' necessario dire che sono, in un certo senso, un "patito" di penne: per alcuni scrivere con una Bic senza tappo o una Montblanc non fa differenza, ma io ho il mio set di penne preferite che uso praticamente sempre, su tutte due stilografiche, una Parker e una Lamy. Ma la Lamy Al Star (quella nell'immagine), esattamente come la Ferrari di cui parlavamo prima, suscita in me un fascino particolare, ha quel "quid" che mi fa dire "guarda che bell'oggetto". Oggetti come questi, non sono solo piacevoli da usare, ma anche belli da osservare (ovviamente per coloro ai quali piacciono). Qui siamo nel pieno ambito della soggettività: quella che per me è una bella penna per voi potrebbe esssere soltanto uno strumento di scrittura che vi lascia totalmente indifferenti, è normale. 

Alla luce di tutto questo (insieme alla pioggia di questi giorni che limita le attività all'aperto, sigh...) ho deciso di scattare questa fotografia, a metà tra uno wallpaper (da questo deriva il rapporto tra le dimensioni diverso dal classico 3:2) e un'immagine pubblicitaria. La realizzazione è stata abbastanza semplice e lineare: una lastra di plexiglass, qualche cartoncino nero, un ombrello riflettente con un flash manuale e uno specchio per far rimbalzare la luce nelle zone scure. Un po' di pulizia e qualche ritocco in postproduzione e il gioco è fatto. Ad essere obiettivi la scelta di una focale di 150mm a f/13 a circa un metro e mezzo dal soggetto ha restituito una profondità di campo un po' limitata (la penna e il tappo non sono paralleli al sensore), chiudere il diaframma un po' di più avrebbe sicuramente aiutato, ma fortunatamente davanti al computer sono riuscito a cammuffare almeno in parte l'errore. A proposito di computer... Ho notato che immagini com queste appaiono molto diverse a seconda dello schermo sulle quali vengono visualizzate: le zone scure vengono riprodotte in maniera abbastanza imprevedibile. Ho cercato di tenere in considerazione questo aspetto in postproduzione, spero che il risultato sia sufficiente a rendere giustizia su tutti gli schermi al lavoro di Wolfgang Fabian (il designer di questa penna)!

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